Rilancio Terme Bagni di Lucca: al via corposo piano di investimenti

Il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, è fiducioso. "Gli ostacoli al rilancio delle Terme cittadine saranno presto rimossi", confida a chi lo interpella.Domanda: questo vuol dire che sarà concessa al gruppo Lapol...

Terme di Sant’Agnese Spa: confermata la distribuzione ai soci delle riserve di utili

Si è svolta, all'inizio della settimana, l'assemblea della società Terme di Sant'Agnese S.p.A., di cui il Comune di Bagno di Romagna è il maggior azionista detenendo il 69,19% del capitale. Completano la compagine social...

Terme di Giunone (VR): allo studio Bando per affidare la gestione a privati

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Terme del Monte Rosa (VB): il progetto ora c’è, si cercano i finanziatori

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Restauro Terme Corallo: in corsa per i finanziamenti FAI

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A ELISIR (RAI TRE) giovedì 22 gennaio 2015 ore 11:30

I fanghi alle terme Cosa è la fangoterapia?Se ne parlerà nella puntata in diretta di ELISIR (sul canale TV RAI 3) condotta da Michele Mirabella e Virginie Vassart di giovedì 22 gennaio 2015 dalle ore 11:30 alle ore 12:0...

  • Rilancio Terme Bagni di Lucca: al via corposo piano di investimenti

    Martedì 27 Gennaio 2015 15:23
  • Terme di Sant’Agnese Spa: confermata la distribuzione ai soci delle riserve di utili

    Venerdì 23 Gennaio 2015 13:10
  • Terme di Giunone (VR): allo studio Bando per affidare la gestione a privati

    Venerdì 23 Gennaio 2015 13:07
  • Terme del Monte Rosa (VB): il progetto ora c’è, si cercano i finanziatori

    Venerdì 23 Gennaio 2015 13:01
  • Restauro Terme Corallo: in corsa per i finanziamenti FAI

    Venerdì 23 Gennaio 2015 12:51
  • A ELISIR (RAI TRE) giovedì 22 gennaio 2015 ore 11:30

    Martedì 13 Gennaio 2015 17:43
RICORDANDO SERGIO PARENTI
 
di Costanzo Jannotti Pecci

 
"Sergio Parenti ci ha lasciati lo scorso fine settimana e desidero - insieme a tutto il sistema Federterme - ricordarne la professionalità e le qualità umane.
Sergio è stato un imprenditore competente ed  attento alla evoluzione del contesto, dotato di grandi capacità innovative ed ha svolto un ruolo importante  per il rilancio del settore negli anni ottanta e novanta.
Le sue qualità umane sono un segno indelebile per quanti hanno operato con lui e lo hanno conosciuto da vicino".

Rilancio Terme Bagni di Lucca: al via corposo piano di investimenti

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Martedì 27 Gennaio 2015 15:23

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Il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, è fiducioso. "Gli ostacoli al rilancio delle Terme cittadine saranno presto rimossi", confida a chi lo interpella.
Domanda: questo vuol dire che sarà concessa al gruppo Lapolla (che ha rilevato la gestione del Centro termale e la proprietà dell'Albergo) la concessione cinquantennale che ha richiesto? "I nostri legali e quelli del gruppo investitore – sottolinea Betti - si stanno incontrando in questi giorni per capire ciò che è giuridicamente possibile per dare un quadro di riferimento certo, nel tempo, che possa garantire chi deve impegnare risorse proprie in strutture di proprietà altrui". E cioè, dell'Amministrazione comunale.
"Se alcune strade non sono percorribili – fa capire il sindaco - se ne troveranno altre". E' interesse di tutti, della collettività (e quindi dell'Amministrazione comunale) e dello stesso gruppo che ha messo a punto un corposo piano di investimenti per riportare il complesso termale al suo antico splendore.
Il sindaco non si sbilancia, ma si dice ottimista. L'operazione troverà il suo punto di equilibrio. E' vero che I Centri termali, anche quando sono in attivo, non assicurano ricavi tali da poter garantire chi vi investe sul rientro dei capitali. E' per questo che, considerati gli ultimi bilanci delle terme, il gruppo Lapolla ha dedotto che la quota di ammortamento annuale potrà essere di circa 43.000 euro. Il piano di rientro è calcolato, appunto, in cinquant'anni.
Sul successo dell'operazione di rilancio, garantiscono la storia e il prestigio della struttura. E, soprattutto, la solidità del gruppo fondato da Vittorio Lapolla che ha dato vita, a Santa Croce sull'Arno, alla Waste Recycling, un gigante dello smaltimento rifiuti dal fatturato di 30 milioni l'anno. E che, ultimamente, ha deciso di diversificare gli investimenti, con un'attenzione particolare al turismo.
Da qui, una serie di iniziative in varie attività, sempre con la stessa filosofia: ridare vita alle cose. Così, l'ex Forno di San Miniato si trasforma nel "Pepenero", uno dei ristoranti più noti nel Valdarno; un campo a Stibbio, sempre vicino Pisa, diventa "La Fonte", un Centro ricevimenti per matrimoni e cene di gala; una residenza di caccia dei Medici, distrutta dal tempo, rinasce come Villa di lusso, affittata settimanalmente a piccoli gruppi; e così via, in altre strutture ricettive del territorio (dall'albergo al Bar, al ristorante) rinnovati per dargli una nuova identità.
Tutte iniziative rivelatesi di successo. E ora, il bambino di 10 anni che, la mattina presto, prima di andare a scuola, caricava sulla sua bicicletta il latte della fattoria dei genitori per portarlo alla latteria di Ponte a Egola, quel bambino diventato adulto già a 14 anni quando entrò a lavorare in un calzaturificio e poi in una conceria dove si rese conto dell'importanza dello smaltimento dei rifiuti (tanto da lanciare una sua azienda nel comparto), ora l'uomo - grande lavoratore e imprenditore dai molteplici interessi – ha avuto un'altra intuizione: entrare nel settore delle Terme dalle enormi potenzialità di sviluppo.
E quale Centro termale migliore di Bagni di Lucca, che per secoli ha rappresentato una delle punte di diamante del termalismo italiano? Il complesso era già frequentato ai tempi degli Etruschi, Romani, Liguri, Longobardi, come testimoniano i reperti trovati sul territorio. Il numero dei personaggi illustri che le hanno frequentate è interminabile. Tra questi, poeti come Byron, Shelley, Browning, Lever, Giusti, Monti, Ouida, Carducci, Pascoli e più recentemente Montale; scrittori come Dumas, Heine, Lamartine; musicisti come Strauss, Listz, Paganini, Tosti, Puccini, Mascagni; politici e regnanti come la famiglia di Napoleone, la regina Margherita, D'Azeglio, Galeazzo Ciano; religiosi come San Luigi Gonzaga, Santa Gemma Galgani, i papi Sisto IV e Sisto V.
Il gruppo Lapolla se potrà dedicarsi, con il tempo che ci vuole, al rilancio delle Terme, è convinto di poterle riportare ai fasti passati. Il sindaco Betti e tutta la cittadinanza se lo augurano vivamente.

 

Terme di Sant’Agnese Spa: confermata la distribuzione ai soci delle riserve di utili

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Venerdì 23 Gennaio 2015 13:10

Si è svolta, all'inizio della settimana, l'assemblea della società Terme di Sant'Agnese S.p.A., di cui il Comune di Bagno di Romagna è il maggior azionista detenendo il 69,19% del capitale. Completano la compagine sociale altri soci pubblici, tra i quali l'Amministrazione provinciale di Forlì-Cesena (secondo maggior azionista con il 20,70%), i Comuni di Cesena (5,46%), di Cesenatico (1,31%), di Verghereto (0,17%), i Comuni della ex Comunità Montana dell'Appenino Cesenate (0,74%) e dai soci privati Euroterme S.p.a. (3,08%) ed Hotel Tosco Romagnolo (0,35%).
L'assemblea era stata convocata su richiesta del Sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, con l'intento di arrivare ad una unanime deliberazione dei soci per l'annullamento della precedente decisione assembleare di distribuzione le riserve di utili (oltre 235 mila euro), adottata nell'emergenza del Comune di Bagno di Romagna di far fronte alle conseguenze connesse allo sforamento del patto di stabilità per l'anno 2013.
Il Comune, per lo sforamento, aveva ricevuto una sanzione di un milione 168 mila euro, ma successivamente, col Decreto Sblocca Italia il Governo centrale ha recepito le richieste di allentare le conseguenze connesse allo sforamento e la sanzione per il comune di Bagno di Romagna si è così ridotta a "sole" 247 mila euro.
Chiusa l'emergenza, il sindaco aveva chiesto ai vari soci di annullare la precedente delibera, quella che distribuiva le varie risorse di utili. La rinuncia doveva essere decisa unanimemente, ma non tutti i soci – una volta sentito il profumo dei soldi – se la sono sentita di farne a meno. Risultato: nessuna retromarcia del Comune e conferma della decisione di distribuire le riserve di utili.
Il consiglio di amministrazione della Terme di Sant'Agnese S.p.A. si è comunque riservato di rendere operativa la distribuzione entro il termine massimo del 31 dicembre 2016.

Terme di Giunone (VR): allo studio Bando per affidare la gestione a privati

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Venerdì 23 Gennaio 2015 13:07

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Sarà convocato nei prossimi giorni a Caldiero (Verona) un Consiglio comunale "informale", come l'ha definito il sindaco Giovanni Molinaroli, per un confronto aperto e franco tra maggioranza e opposizioni, sul futuro delle Terme di Giunone, di proprietà comunale.
Il Comune non ha le risorse per far fronte agli investimenti che si rendono necessari per mandare avanti la gestione del complesso (3 milioni di euro). "Non possiamo più permetterci il lusso di gestire questa azienda come stiamo facendo oggi", ha sostenuto dall'opposizione, Carmen Tomba (della omonima lista civica), "dobbiamo mettere l'Azienda terme nelle condizioni di essere fonte di reddito sia per il Comune, che per il paese".
L'Amministrazione comunale ha cercato di risolvere il problema per dare un futuro alle Terme. "In questi otto anni in cui guido il Comune – ha ricordato il sindaco - abbiamo dato la possibilità ai privati, che abbiamo cercato, di entrare nell'azienda e investire nello sviluppo delle terme. Ma di gruppi privati pronti ad investire non se ne sono fatti avanti. Per questo abbiamo percorso la strada di coprire l'Olimpionica, recuperando vecchi finanziamenti pubblici per 1,7 milioni di euro. Siamo convinti infatti che tenere aperto l'impianto tutto l'anno, e non solo in estate, favorisca l'arrivo di investitori".
Tra le ipotesi in discussione c'è anche un Bando per affidare intanto la gestione ai privati. A meno che nella riunione informale che si terrà entro il mese, il Consiglio non decida di vendere il complesso termale, "che è comunque – ha detto Molinaroli - un'ipotesi da mettere sul tavolo e da valutare".

 

Terme del Monte Rosa (VB): il progetto ora c’è, si cercano i finanziatori

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Venerdì 23 Gennaio 2015 13:01

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Vanzone con San Carlo*, comune dell'alto Piemonte situato nella nuova Provincia di Verbano-Cusio_Ossola (è stata creata nel 1992 scorporando 77 comuni dalla Provincia di Novara), è alla ricerca di finanziatori privati per creare un nuovo Centro termale.
L'acqua c'è, certificata come "termale" dal Ministero della Salute nel 2004. La fonte è situata nella galleria di una miniera d'oro, abbandonata a fine Ottocento. L'idea di valorizzarla e di sfruttarla ai fini imprenditoriali si affermò nei primi anni del Novecento: fu l'allora medico condotto di Vanzone, Attilio Bianchi, che ne capì le potenzialità curative, soprattutto in campo dermatologico. Per questo costituì nel 1909 un'apposita società con sede a Stresa, denominata "Società Miniere ed Acque arsenicali".
Il Progetto non decollò, anche per problemi tecnici: , le cure si svolgevano presso l'albergo Regina di Vanzone, ma l'acqua vi veniva portata interamente a spalla dalle donne, in recipienti di vetro e legno, dai 1473 metri delle miniere ai quasi 700 del paese. Ovvio che non ci fu lo sviluppo sperato.
Oltretutto, in quegli anni si erano sviluppate velocemente (con acque simili a quelle del paese anzaschino) le località termali di Levico, Vetriolo e Roncegno che nel frattempo, con la vittoria della prima guerra mondiale, vennero annesse all'Italia facendo decadere l'importanza dell'uso della sorgente vanzonese.
Oggi, l'Amministrazione comunale di Vanzone è fortemente impegnata nella realizzazione di un nuovo Centro termale, costruito secondo criteri moderni che possano dare lustro e nuovo sviluppo al territorio. Il 3 gennaio scorso è stato presentato il Progetto vincitore del Concorso "Oro rosso", indetto dal Comune assieme al Politecnico di Milano, scuola di ingegneria edile e architettura di Lecco, per realizzare un complesso termale con l'acqua "Vanzonis". Si chiama "Acqua docet" e mira a collocare la struttura " nel contesto urbano/ambientale sfruttando l'assetto morfologico per creare – è stato sottolineato - una vera e propria terrazza nel verde, con l'uso di materiali e design contemporanei (acciaio Corten, dal colore ferruginoso come l'acqua, ampie vetrate, ecc.), quasi alludendo a un 'monumento' all'acqua stessa".
L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è una gestione mista, pubblico privata, delle terme che sfrutteranno l'acqua curativa che sgorga in una galleria lunga 340 metri e rimasta chiusa per molti anni. L'acqua è ricca di arsenico e ferro e altri minerali. In tutto 48. E' simile e a quella che alimenta le terme di Levico, in Trentino. Adatta a cure dermatologiche e in grado di combattere le intossicazioni del sangue.
Dopo l'abbandono, la galleria è stata successivamente bonificata: l'acqua è stata recuperata e canalizzata sino al paese.
"Stiamo dialogando con la cassa Depositi e prestiti – ha reso noto il sindaco Claudio Sonzogni - per ottenere il finanziamento per il progetto definitivo che servirà a cercare i finanziatori dell'opera. Siamo in contatto con alcuni privati interessati alla struttura, che comporta un impegno di 15 milioni di euro di lavori".

i due comuni di Vanzone e San Carlo furono uniti nel 1865: da qui il doppio toponimo

Restauro Terme Corallo: in corsa per i finanziamenti FAI

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Venerdì 23 Gennaio 2015 12:51

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Giorni di viva attesa a Livorno per sapere se lo stabilimento liberty delle Acque della salute, meglio noto come Terme Corallo, riceverà i finanziamenti del FAI. Il Fondo Ambiente Italiano ha, infatti, chiuso il 30 novembre scorso il suo Censimento su "I luoghi del cuore", in collaborazione con Banca Intesa. E Livorno è ai primi posti della classifica. "Alla fine del mese saranno resi noti con una conferenza stampa i risultati del censimento - dice Emanuele Guidotti, del Fai Livorno - I livornesi hanno partecipato in modo molto ampio, hanno voglia di vedere restituito un bene prezioso".
Le Terme Corallo sono, in effetti, l'edificio più importante della città dal punto di vista architettonico. Una preziosa testimonianza dello stile liberty italiano che visse nei primi anni del Novecento il suo periodo d'oro. Poi le Terme furono chiuse durante la Guerra mondiale e in seguito messe in ginocchio da un incendio che le devastò quasi interamente e da un lungo cavalcavia che le nasconde ancora oggi alla vista della popolazione.
Eppure, sin dal 1904 – anno della loro inaugurazione - divennero uno dei principali centri di attrazione di Livorno, che all'epoca era ancora una delle capitali italiane del turismo balneare. L'attività delle Acque della Salute proseguì fino alla seconda guerra mondiale; nel dopoguerra i padiglioni dello stabilimento furono trasformati in un locale da ballo e poi chiusi definitivamente dopo l'incendio del 1968.
Ora l'iniziativa del FAI ha riacceso le speranze. Se non altro, per ridare alla città, se non un Centro termale, uno splendido edificio.

 
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