Terme di Santa Cesarea: il Comune vuole la quota (51%) in mano alla Regione

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Un Centro termale può essere "strategico" per l'economia di  un Comune. E non esserlo affatto per l'economia di una Regione.  E' la situazione in cui si trovano, tra tante, le Terme di Santa Cesarea. Una legge nazionale, nell'ottica  della spending review, obbliga gli Enti locali a dismettere tutte quelle partecipazioni in società in perdita, soprattutto se non funzionali all'attività istituzionale. Non "strategiche", appunto.

E tali sono state valutate dall'allora giunta Vendola, quando si trattò di dare una valutazione al "peso" dello stabilimento termale nel bilancio regionale della Puglia. Giudizio confermato dalla giunta subentrante, quella del
presidente Emiliano, anche in considerazione delle pesanti perdite registrate fino al 2015.

Nel 2016 la svolta. "Oggi alle Terme di Santa Cesarea il vento è cambiato"  -  dice l'attuale presidente del Centro termale, Rocco Bleve – Intanto, abbiamo di fatto ripianate le perdite. Erano pari a oltre un milione e mezzo di euro a chiusura dell'esercizio 2015; nel bilancio del 2016 non arrivano a 42 mila euro: un bel risultato, no?".

"Oltre tutto – fa poi notare Bleve -  abbiamo mantenuti inalterati i  livelli occupazionali: tutti i dipendenti  hanno
dimostrato grande senso  di responsabilità, accettando anche forme di flessibilità".

Per il presidente delle Terme di Santa Cesare, "quest'anno andrà ancora meglio: tagleremo altre spese e riusciremo ad ottenere nuovi ricavi, riaprendo strutture che erano state chiuse (come lo stabilimento balneare, fermo da tre anni) o realizzandone di nuovi ( ad esempio, una piccola Spa all'interno della Grotta Fetida, che sarà resa visitabile) e facendo pulizia, rimettendo in ordine i conti, chiudendo  tutti i contenziosi là dove è stato possibile e, soprattutto, aumentando  ancora i ricavi alberghieri e quelli delleTerme, che già nell'ultimo bilancio
avevano registrato entrambi  un aumento del  5 per cento".

Il Comune, che vuole comprare la quota  in mano alla Regione (51 per cento), avrà la strada in discesa se le Terme chiuderanno il bilancio in pareggio. E, addirittura, come assicura Bleve, "in leggero attivo".

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