Ponte di Legno (Br): nuovo Centro termale. Anzi, di Benessere

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Ponte di Legno, piccolo comune in provincia di Brescia, noto soprattutto per essere la più grande stazione sciistica della Lombardia (100 Km di piste), va avanti col suo progetto di realizzare un Centro termale, incurante delle polemiche sollevate da chi giudicava che la Regione fosse chiamata a investire  "troppi" soldi in due località se non proprio vicinissime, comunque nella stessa Provincia, quella appunto di Brescia. Si calcola che per  Ponte di Legno saranno necessari almeno 25 milioni di euro e quasi 20  per sistemare le Terme di Boario:  solo per il rifacimento del Grand Hotel sono previsti  11  milioni di euro. L'amministrazione comunale di Ponte di Legno non intende rinunciare a un progetto considerato "strategico". Mario Bezzi, presidente della Società che gestisce i 40 impianti di risalita della stazione sciistica, è convinto.  «Il grande sogno di dieci anni fa - spiega - ci ha permesso di installare i nostri impianti  che ci hanno messo sullo stesso piano dei più importanti comprensori nazionali e internazionali. Ora dobbiamo completare la nostra offerta turistica e all'interno di questo percorso il
benessere psico-fisico diventa un asset fondamentale. Con il nuovo centro termale, proporremo un'attrattiva che già hanno tutte le località alpine più importanti: Bormio, Brunico, Bressanone. In più contiamo di rivitalizzare anche le seconde case, ridando slancio all'economia locale". In realtà – come precisa il sindaco Aurelia Sandrini – "non si tratterà di un Centro termale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, ma di un Centro Benessere, sia pur dotato di acqua Termale". Del resto, basta guardare i disegni che sono stati diffusi con il Progetto, per rendersi conto che la filosofia di fondo dell'iniziativa è quella di integrare un'offerta  destinata ai
vacanzieri, con servizi di altissima qualità quale appunto un Benessere praticato in un ambiente unico. Il Centro Benessere ideato dall'architetto Casamonti, appare infatti come un crepaccio di un  ghiacciaio. Con una serie di
vasche sul fondo e un'altra posta a trenta metri di altezza quasi a contatto con le nuvole. Collegate tra loro da una scala monumentale che serpeggia appesa a pareti trasparenti per dare accesso - insieme a due ascensori - anche agli altri livelli dell'edificio, che esternamente ricalcherà a grandi linee il profilo delle vette del vicino massiccio del Castellaccio. Un Centro d'elite, insomma. Per persone che vogliono ritrovare il loro equilibrio psicofisico, dopo un'estenuante, lunga, giornata sugli sci.

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