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Zone Franche Urbane: le richieste dell’ANCI
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Non tener conto della norma prevista nel decreto milleproproghe, in discussione al Senato, e ritornare alla formulazione originaria delle Zone Franche Urbane sono le condizioni che l'Anci pretende per discutere delle agevolazioni che aspettano da quattro anni un via libera definitivo. All'incontro organizzato dal ministero dello sviluppo economico erano presenti 22 sindaci interessati al provvedimento ma senza che nulla di positivo sia mai intervenuto per consentire alle amministrazioni di avviare il circolo virtuoso già sperimentato in Francia con il placet dell'Ue. Per l'Anci serve un decreto attuativo per dar corso alle linee guida che sono già fissate e sulle quali comuni e regioni hanno stabilito l'ammissibilità delle aree, un decreto da assumere d'intesa in Conferenza Unificata nel quale siano ben evidenti le modalità di erogazione dei fondi previsti. Nel corso dell'incontro è infatti diventata ben evidente «la reale portata innovativa delle Zfu nell'ordinamento italiano purchè esse restino legate alla defiscalizzazione ed agli automatismi». In questa direzione la responsabile Politiche Comunitarie dell'Anci Adriana Fanelli ha presentato nel corso dell'audizione che si è svolota il 27 gennaio in Commissione Affari Costituzionali del Senato, un emendamento per chiedere il ripristino del regime di esenzione totale. Alla riunione erano presenti anche esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Agenzia dell'Entrate. Non vi sono state prese decisioni al termine della riunione. Quello che è emerso chiaramente è che le risorse stanziate per rendere operativi questi benefici, ammesso che siano rimaste integre e non stornate su altre emergenze, sono ritenute dagli interessati del tutto insufficienti.
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