Le terme romane di Lucca

A Lucca riemergono le antiche terme romane di via Duomo

Nel cuore di Lucca, in Toscana, uno scavo urbano si è trasformato in una scoperta archeologica di grande interesse. I lavori condotti in via Duomo, accanto alla chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, hanno riportato alla luce i resti di quello che gli esperti ipotizzano fosse un complesso termale dell’antica Lucca romana: le prime, sorprendenti tracce delle terme cittadine, in un’area della città che già in epoca imperiale doveva ospitare edifici di grande prestigio.

Un cantiere di archeologia urbana nato per caso

L’area indagata era ridotta a pochi metri quadrati e l’intervento non nasceva con finalità di ricerca archeologica: lo scavo era stato avviato la scorsa primavera per modificare il tracciato di deflusso delle acque di falda, su disposizione dell’Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, nell’ambito di un più ampio programma di tutela dell’area archeologica adiacente alla chiesa dei Santi Giovanni e Reparata e al Battistero, parte integrante del Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca.

Le indagini sono state dirette scientificamente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia, e condotte sul campo dagli archeologi Alessandro Giannoni e Valentina Pardini. Proprio a loro si deve il lavoro di recupero e studio che ha permesso di raccontare, a partire da pochi frammenti, una porzione significativa della Lucca romana vissuta tra il I e il II secolo d.C., quando a guidare l’Impero da Roma erano Traiano e Adriano, prima dell’arrivo di Marco Aurelio.

I reperti riemersi dallo scavo

Nonostante le dimensioni contenute del cantiere, appena tre metri quadrati, i reperti raccontano molto della città romana che sorgeva in questa zona: una porzione di muro alta 125 centimetri, la cui superficie affrescata misura appena 60 centimetri, un pilastro aggettante e resti di ceramica, vetro e porzioni di pavimentazione in marmo. Sulla faccia meridionale del muro si sono conservati circa 60 centimetri di intonaco dipinto in rosso vivo, con decorazioni floreali che proseguono in tonalità di bianco e verde pallido.

Per gli archeologi, la vera eccezionalità della scoperta risiede proprio nello stato di conservazione dei rivestimenti pittorici, un dato raro per un contesto urbano così fortemente stratificato nei secoli. Il pilastro individuato durante lo scavo potrebbe inoltre indicare la presenza di un accesso sul lato sud dell’edificio, un elemento che gli studiosi ritengono utile per comprendere meglio l’articolazione planimetrica del complesso.

Un tassello della Lucca imperiale

Sebbene l’area indagata sia ridotta e non consenta un’interpretazione univoca, la struttura rinvenuta è riconducibile al complesso romano già noto in questa zona di Lucca, di cui costituiva il muro perimetrale meridionale. Lo scavo stratigrafico ha inoltre permesso di datare l’abbandono della struttura alla tarda età imperiale, offrendo un tassello prezioso per ricostruire le trasformazioni urbane della città nei secoli successivi.

Tra i numerosi materiali recuperati durante l’intervento figurano frammenti di ceramica, vetro, elementi lapidei e porzioni di una pavimentazione in marmi colorati: indicatori chiari dell’alto livello monumentale degli edifici che sorgevano un tempo nell’area del Duomo di Lucca, in quella che oggi è via Duomo, uno dei luoghi simbolo del centro storico cittadino.

Un patrimonio da tutelare e valorizzare

I risultati dello scavo sono stati presentati nell’Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, occasione in cui la comunità scientifica ha potuto confrontarsi sul valore delle scoperte e sulle prospettive future di ricerca nell’area della Cattedrale. L’intervento si inserisce infatti in un programma più ampio di tutela e valorizzazione dell’area archeologica lucchese, che negli ultimi anni ha portato alla luce numerose testimonianze della presenza romana in Toscana.

Anche quando le indagini archeologiche nascono, come in questo caso, da esigenze tecniche legate alla gestione delle infrastrutture urbane, i risultati dimostrano quanto il sottosuolo di Lucca conservi ancora oggi importanti tracce del passato romano della città, offrendo nuovi spunti per comprendere la storia delle antiche terme e degli edifici pubblici che caratterizzavano la Lucca di duemila anni fa.