Suio Terme, a pochi chilometri dal comune di Castelforte del cui territorio fa parte, è adagiato in un’ansa del Garigliano, all’estremità sudovest del Lazio presso il confine con la Campania, ai piedi dei monti Aurunci. Le proprietà delle acque termali di Suio erano già conosciute dai romani, che le chiamavano aquae vescinae e che vi costruirono impianti termali, come si può vedere dai resti della cosiddetta “vasca di Nerone”, un calidarium e parte di un mosaico. Duramente colpita durante l’ultima guerra, la zona ha ritrovato solo alla fine degli anni Cinquanta la sua vocazione di centro termale, con la costruzione di numerosi stabilimenti che sfruttano le tante polle d’acqua che sgorgano dal sottosuolo.

Le terme.
Nove sono gli stabilimenti termali di Suio, che utilizzano le acque che scaturiscono da una falda di origine vulcanica. Nei centri termali (Terme Vescine, Terme Alba) sono previste in genere cure inalatorie di base, fango e balneoterapie, cui si aggiungono cure dermatologiche, ginecologiche e stomatologiche, nonché trattamenti per le malattie circolatorie (Terme Tomassi). Una parte degli alberghi dispone anche di piscina con acqua termale e di centro benessere (Terme Sant’Egidio, Terme Santamaria), con trattamenti cosmetici.

L’acqua
Sant’Egidio I e II. 37-39 °C solfureo-alcalino-terrosa-clorurata

Le indicazioni terapeutiche.
Patologie circolatorie, della pelle, dell’apparato locomotore, dell’apparato respiratorio, ginecologiche, stomatologiche.

Le cure termali.
Aerosol, docce nasali, humage, inalazioni, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari, bagni, idromassaggi, piscina termale, fanghi, irrigazioni gengivali, vaginali.

Altri trattamenti.
Chinesiterapia, cosmesi, fitness, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, riabilitazione, terapie fisiche

IL TEMPO LIBERO
Il Parco dei Monti Aurunci.
Gli Ausoni, talvolta indicati come Aurunci, erano un’antica popolazione italica insediata tra Lazio e Campania. Oggi questi nomi rimangono a indicare la quinta dell’Appennino che giunge sino alla costa meridionale del Lazio, culminando nel promontorio di Gaeta. La catena calcarea, che si spinge verso l’interno, trova le massime elevazioni nei monti Petrelle (1533 m) e Ruazzo (1314 m); dalla vetta di quest’ultimo il panorama si apre, amplissimo, sui monti d’Abruzzo, la pianura Pontina
e il mare. L’ambiente, caratterizzato da brulli rilievi e vaste sassaie inframmezzate da faggete e distese boschive, è un vero paradiso per i botanici. Vi sono censite più di 1900 specie floricole (numerose le orchidee selvatiche), con diversi endemismi e varietà presenti solo nell’Italia centrale e meridionale.

Arcipelago Ponziano, isole incantate.
Due gruppi di isole di origine vulcanica formano l’unico arcipelago laziale, le cosiddette Isole Ponziane o Pontine. Quello più occidentale, più vicino alla costa, è composto da Ponza, Gavi, Zannone e Palmarola; quello orientale comprende Ventotene e Santo Stefano. Ponza, l’isola più estesa dell’arcipelago, è un’isola incantata. Non meravigli, percorrendola, la quantità di rovine, come le ville romane in località Santa Maria, sontuose, che ancora conservano resti dei solaria.
In epoca imperiale, questa incantata isola fu luogo di ameno soggiorno. Allo stesso tempo, però, conservò anche un lato d’ombra: fu terra d’esilio per molti personaggi di spicco. La principale spiaggia dell’isola, Chiaia di Luna, si raggiunge attraverso una suggestiva galleria romana scavata nel tufo. Poco a nord si apre la mitica grotta di Circe: è a Ponza, infatti, che, secondo Omero, la maga aveva la sua reggia e trasformava in porci coloro che vi sbarcavano. A fuggire al sortilegio fu solo uno: Ulisse, da cui la maga ebbe un figlio.

CONVENZIONE

CURE BAMBINI

No

PATOLOGIE SPECIFICA

    TRATTAMENTI

      COMUNE

      Castelforte

      PROVINCIA

      Latina

      INDIRIZZO

      Albergo Terme S. Egidio, Via Delle Terme snc, Suio Terme, 04021 Castelforte LT

      DPCM 24 ottobre restano aperte tutte le terme italiane luoghi sicuri e tutte dotate di presidio sanitario