Ferentino è alta sul colle che domina la valle del fiume Sacco. Fu centro degli Ernici, poi occupata dai Volsci e quindi dai romani. Raggiunse il suo massimo splendore nel Medioevo, quando fu sede del legato pontificio e capitale del Lazio meridionale. Nel XII secolo sulla platea dell’acropoli venne edificato il Duomo, in seguito rimaneggiato nel ’600 e poi nel ’900. Di notevole interesse è la cinta muraria, quasi integra, che presenta ampi interventi medievali, nonché la chiesa di S. Maria Maggiore, realizzata tra il XII e il XIII secolo con un’elegante facciata e un bel portale mediano.

Le terme.
Sebbene non siano rimaste tracce di strutture termali antiche, è molto probabile che le proprietà delle acque solfureo-bicarbonato- calciche fossero conosciute sin dall’epoca romana, quando Domitilla, originaria di Ferentino e madre degli imperatori Tito e Domiziano, vi fece costruire le antiche terme. Nel 1854 la famiglia Pompeo diede vita a uno dei primi stabilimenti dell’era moderna, sviluppando via via l’attività termale fino alla realizzazione del nuovo imponente complesso delle Terme Pompeo oggi completamente rinnovato, che comprende, oltre ai reparti per le terapie inalatorie e fango-balneo-terapiche, un’area Fitness Spa di oltre 3000 mq che offre Percorsi Benessere con: piscine e idromassaggi termali, cascate e percorso Kneipp, bagni di vapore termale e aromatico, area relax e un’attrezzatissima area fitness con macchinari innovativi, corsi musicali, acquagym in acqua termale. L’annesso centro Beauty propone inoltre trattamenti antiage e remise en forme, massaggi rilassanti e tonificanti, massaggi sotto pioggia termale, oltre a programmi specifici personalizzati per qualsiasi esigenza di benessere. All’interno del parco termale, collegato internamente con la struttura termale, l’Hotel Fontana Olente offre pacchetti settimanali e week-end con percorsi che coniugano benessere e relax. Per gli amanti della buona tavola, il ristorante Le Antiche Vasche offre una cucina di qualità legata ai piatti della tradizione locale.

L’acqua.
Bagni. 19 °C solfureo-bicarbonato-calcica

Le indicazioni terapeutiche.
Patologie dell’apparato respiratorio, locomotore, circolatorie, della pelle, ginecologiche.

Le cure termali.
Aerosol, inalazioni caldoumide, docce nasali, insufflazioni endotimpaniche, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari, fangoterapia, bagni terapeutici, idromassaggi ozonizzati, idropercorso, piscina termale, irrigazioni vaginali.

Altri trattamenti.
Acquaticità, fitness, educazione alla salute, estetica, cosmesi, massaggi, medicina estetica, idrochinesiterapia,
programmi antistress, programma antifumo, riabilitazione, ginnastica respiratoria.

IL TEMPO LIBERO
Anagni e lo schiaffo a Bonifacio.
Anagni fu antichissimo insediamento che capeggiò la lega ernica prima di cadere sotto il dominio dei Romani; questi la cinsero di possenti mura, tuttora evidenti nella costruzione dell’emiciclo degli Arcazzi. Fu centro di primaria importanza nei secoli XII e XIII, quando divenne residenza prediletta dei pontefici. Il 7 settembre del 1303 vi ebbe luogo il famoso episodio dello “schiaffo di Anagni”, quando, in risposta all’emanazione della bolla pontificia Unam Sanctam – che affermava la sottomissione di ogni creatura, e quindi anche dei re e dei nascenti stati nazionali, all’autorità temporale del papa – emissari di Filippo IV il Bello, re di Francia, guidati dal nobile romano Sciarra Colonna, aggredirono Bonifacio VIII e lo tennero in ostaggio per tre lunghissimi giorni. L’affronto sconvolse così profondamente il pontefice, che morì tre settimane dopo.
L’abbazia di Casamari.
L’abbazia di Casamari è un perfetto esempio di quella variante del gotico che fu propria delle architetture cistercensi. Il complesso, in pietra spoglia, è composto da diversi edifici, articolati attorno a un chiostro centrale secondo la planimetria tipica dell’ordine. L’abbazia fu edificata una prima volta dai benedettini nel 1035, sulle rovine di Cereatae Marianae, nel cui nome vi era l’omaggio alla dea Cerere e a Caio Mario. Passata ai cistercensi nel 1140, venne totalmente ricostruita e consacrata nel 1217 sotto Onorio III. Verso la fine del XIV secolo, soprattutto in seguito al grande scisma d’Occidente (1378-1417), l’abbazia di Casamarisi avviò verso un inesorabile declino.
Ferentino e il mistero delle sue mura
Sono ancora avvolte nel mistero l’origine e la datazione delle ciclopiche mura che circondano Ferentino e che ancora oggi appassionano storici e studiosi. Tra le più importanti testimonianze archeologiche della cittadina, la costruzione del possente circuito murario che si snoda lungo un percorso di circa 2,4 km viene fatta risalire ai mitici Pelasgi (civiltà fiorita quasi 1000 anni prima di Roma), o Ciclopi, per le enormi dimensioni dei massi, sovrapposti gli uni agli altri in modo così perfetto da lasciare esterrefatto il visitatore.
«Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli, ma soltanto anni, provai un’ammirazione per la forza umana assai maggiore di quella che mi aveva ispirata la vista del Colosseo», così scriveva lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius, gran giramondo, in viaggio nella zona tra il 1858 e il 1860. E poi aggiungeva: «Mentre per il Colosseo si capisce come abbiano fatto, qui, invece ogni pietra non è un grosso pezzo quadrato, ma un vero macigno di forma irregolare, e se ci domandiamo con quali mezzi si siano potuti collocare tali massi gli uni sugli altri, si arriva ancor meno a comprendere come sia stato possibile incastrarli gli uni negli altri, in modo da non lasciare il minimo interstizio, producendo l’effetto di un gigantesco mosaico di massima precisione».
Ancora oggi, dopo millenni, le mura ciclopiche sono sempre lì a testimoniare la loro presenza ammantata dal fascino della leggenda… e a destare meraviglia in chi le osserva.

CONVENZIONE

CURE BAMBINI

No

COMUNE

Ferentino

PROVINCIA

Frosinone

INDIRIZZO

Terme Pompeo, Via Casilina, 03013 Ferentino FR