Le dolci colline coltivate a vite e a frutteto annunciano Bertinoro, considerato per la sua magnifica posizione panoramica il “balcone della Romagna”. La cittadina conserva l’impianto medievale, cinto da mura con due porte d’accesso e suggestive stradine ciottolate, ed è sovrastata dalla rocca, eretta intorno all’anno Mille e trasformata nel ’500 a uso residenziale. Terra di vini, Bertinoro vanta una notevole produzione di Sangiovese e di Albana. Sul fondo della piazza della Libertà campeggia la curiosa colonna dell’Ospitalità, o delle Anella, assunta a simbolo internazionale della buona accoglienza. A poca distanza dal centro storico si trova il parco che ospita gli impianti dello stabilimento termale, intorno ai quali è cresciuta la piccola borgata di Fratta.
Le terme.
Le Terme di Fratta (da urbs fracta, distrutta) sfruttano sette sorgenti che sgorgano lungo il corso del rio Salso e che possono essere raggruppate in tre grandi gruppi utili per un’ampia gamma di cure. Sono immerse in un vasto parco di 13 ettari con percorso vita e numerose attrezzature sportive: piscina, parco giochi, campi da tennis. L’utilizzo delle acque risale agli inizi dell’800, in periodo napoleonico; nel 1927 venne rinvenuto un pozzo rivestito di mattoni curvilinei e ciottoli di fiume, probabilmente parte di antichi impianti termali di epoca romana.
Oggi, il prestigioso Grand Hotel Terme della Fratta, una struttura degli anni ’30 e recentemente restaurata, integra albergo, centro termale e centro benessere, diretti da una qualificata équipe medica.
Il centro termale vanta attrezzature moderne e reparti di fango-balneoterapia, rieducazione motoria, cure vascolari, cure inalatorie, bagno turco e romano, percorso flebologico, piscine termali e una palestra attrezzata. Interamente dedicato alla remise en forme, il centro benessere propone trattamenti viso e corpo per adulti e bambini: dalla kinesiologia alla medicina naturale, all’osteopatia, alla riflessologia plantare, ai massaggi ayurvedici e rilassanti.
L’acqua.
Perseveranza. 18 °C salso-iodica. • Tettuccio romagnolo. 15 °C cloruro-sodica. • Rinfrescativa. 17 °C solfurea.
Le indicazioni terapeutiche.
Patologie del fegato, della pelle, dell’apparato circolatorio, digerente, locomotore, respiratorio, urinario, ginecologico, patologie stomatologiche.
Le cure termali.
Aerosol, docce nasali, humage, inalazioni, insufflazioni, nebulizzazioni, politzer crenoterapico, cure idropiniche, bagni e docce terapeutici, idromassaggi, idropercorso, fanghi.
Altri trattamenti.
Acquaticità, chinesiterapia, cosmesi, educazione alla salute, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.

IL TEMPO LIBERO
Nel segno del gusto. A Forlimpopoli nacque e visse per alcuni anni Pellegrino Artusi, celeberrimo gastronomo italiano presente in quasi tutte le cucine con il libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Alla sua memoria è dedicata Casa Artusi, struttura ricavata nel complesso monumentale della chiesa dei Servi. Essa comprende una biblioteca con la letteratura dedicata ad Artusi e i testi da lui lasciati al Comune; i mobili del suo studio e del salotto; un ristorante che propone a pranzo e a cena le ricette della tradizione emiliano-romagnola; la scuola di cucina, con corsi pratici per addetti del settore o per cultori della buona cucina che abbiano voglia anche solo per una sera di cimentarsi ai fornelli; uno spazio eventi con mostre, incontri e degustazioni aperte a un largo pubblico. Inoltre, a giugno, la città organizza per strade e piazze la Festa Artusiana, con stand per la degustazione, percorsi gastronomici e artisti di strada.
Tre maestri della pittura secentesca. A Forlì, si possono ammirare cinque capolavori dell’arte pittorica. Presso la Pinacoteca civica si trovano i due quadroni che Guido Cagnacci (1601-63), origina-rio di Sant’Arcangelo di Romagna, dipinse per la cattedrale cittadina di S. Maria del Fuoco: Gloria di S. Mercuriale e Gloria di S. Valeriano, tesi tra modelli raffaelleschi e composizioni barocche. Nel medesimo luogo non si possono perdere l’Annunciazione e il S. Giovanni Battista, realizzati con uno stile composto e classicista dal Guercino, al secolo Giovanni Francesco Barbieri, nato a Cento (1591-1666). Infine, nella chiesa di S. Biagio si può vedere l’Immacolata Concezione del bolognese Guido Reni (1575-1642), con una Vergine sospesa, sopra una luna crescente, davanti allo schermo luminoso del cielo.
La chiesa di Polenta e l’ode del Carducci. A Polenta si giunge risalendo per circa 6 km la collina di Bertinoro. La chiesa di S. Donato fu costruita tra il IX e il X secolo e radicalmente ristrutturata nel 1705. Di notevole interesse sono le colonne realizzate con strati di mattoni e pietra e sormontate da capitelli cubici, alcuni semplicemente smussati, altri variamente scolpiti. La chiesa acquistò fama nazionale dopo che Giosue Carducci le dedicò un’ode, La chiesa di Polenta, in cui il poeta si inter-rogava se non vi si fosse recato in visita lo stesso Dante, ospite dei “polentani”, signori di Ravenna. Oggi è meta di un vivace flusso turistico e ospita, sul finir dell’estate, il Raduno carducciano e cicli di letture dantesche.

CONVENZIONE

CURE BAMBINI

No

PATOLOGIE SPECIFICA

    TRATTAMENTI

      COMUNE

      Bertinoro

      PROVINCIA

      Forlì-Cesena

      INDIRIZZO

      Grand Hotel Terme della Fratta, Via Loreta, 238, 47032 Fratta Terme FC