In posizione panoramica sul golfo di Patti, il comune nacque nel 1966 quando i borghi di Terme e di Vigliatore si staccarono da Castroreale. Il centro, importante stazione termale e balneare, è immerso in una zona ricca di vigneti, agrumeti e oliveti. L’area fu sicuramente abitata fin dall’antichità, come attestano vari resti archeologici, tra cui una necropoli; in contrada San Biagio, a poca distanza dalle attuali terme, è stata rinvenuta nel 1953 una villa romana risalente alla metà del I secolo d.C.: ne restano parte del peristilio con un piccolo complesso termale dagli ambienti pavimentati su ipocausti e rivestiti dalle tubazioni in terracotta destinate alla circolazione del vapore e, al centro, il tablinum con pavimento in marmo.
Le terme.
Come attestano gli scavi archeologici, le acque della zona erano apprezzate e sfruttate già in epoca romana. Nel Seicento le cronache registrano che il sovrano di Spagna donò alla comunità di Castroreale alcune vasche, ma la moderna storia termale inizia solo nell’Ottocento con l’apertura del primo piccolo stabilimento. Oggi le Terme Fonte di Venere fanno parte del Parco Augusto, un vasto e attrezzato comprensorio alberghiero incentrato sull’attività idroterapica. Le cure vengono effettuate negli spazi del Grand Hotel delle Terme, cui è annesso anche un centro riabilitativo con piscina termale dotata di idromassaggi e percorso Kneipp. Il Parco ospita inoltre un centro congressi e, unico in tutta la Sicilia, il Centre de Soin Maurice Mességué, dove è possibile sottoporsi ai trattamenti fitoterapici e alla altre metodologie disintossicanti del celebre erborista francese. Il Parco Augusto dispone anche di una spiaggia privata, di fronte alle isole Eolie, riservata agli ospiti per bagnarsi nelle calde acque del mare Tirreno o, anche, per ammirarne i tramonti unici per bellezza.

L’acqua.
Fonte di Venere. 34 °C solfureo-bicarbonato-alcalina.
Le indicazioni terapeutiche.
Patologie orecchio-naso-gola, circolatorie, del fegato, della pelle, dell’apparato digerente, dell’apparato locomotore, dell’apparato respiratorio, urinario, ginecologiche, stomatologiche.
Le cure termali.
Aerosol, humage, insufflazioni, inalazioni, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari, irrigazioni vaginali, cure idropiniche, bagni terapeutici, fanghi, grotte/stufe, piscina termale.
Altri trattamenti.
Chinesiterapia, fitness, idrochinesiterapia, massaggi, riabilitazione, terapie fisiche.

IL TEMPO LIBERO
Tìndari e Salvatore Quasimodo. Le rovine di Tyndaris, la colonia dei Greci di Siracusa (fondata nel 396 a.C.), sovrastano il Tirreno da uno scoscendimento del capo omonimo, a ponente di Milazzo. Gli arabi distrussero la città nei secoli IX-X, o almeno quanto ne restava, dopo che una frana già in epoca romana ne fece rovinare in mare una parte. Imponenti mura greche, il quartiere romano (e in particolare la casa patrizia che ha conservato resti di mosaici), le fortificazioni bizantine, il teatro greco con la cavea rivolta verso il mare e le Eolie: a questo straordinario panorama, come sospeso sul Tirreno, Salvatore Quasimodo ha dedicato una delle sue più celebri poesie, Vento a Tíndari: “mite ti so fra larghi colli pensile sull’acque dell’isole dolci del dio”. Tìndari è celebre anche per il suo grande santuario mariano, meta di pellegrinaggi da tutta la Sicilia e dalla Calabria.

“Le isole dolci del dio”. Nella geografia antica l’isola di Vulcano – dove per la mitologia greca risiedeva Efesto – è anche Hierà, sacra. La ragione si comprende avvicinandola e scorgendone l’inusitato paesaggio dominato dai fenomeni vulcanici, a partire dal Gran Cratere (circa 500 metri di diametro), la cui ultima eruzione risale al 1888-90. Oggi l’attività vulcanica è solo di tipo fumarolico e può essere ammirata nella zona alle spalle del Porto di Levante, dove la pozza dei fanghi, circondata da collinette solfuree da cui fuoriescono soffioni caldi, è fruibile a pagamento. Poche miglia a nord è Lipari, che venne scelta dai greci di Rodi e Cnido per fondare una delle ultime colonie occidentali. Salina è, tra le Eolie, la più alta, con i 962 metri del monte Fossa delle Felci, e la più verde; il vento erode il terreno di rocce laviche, lapilli e tufo, ma l’isola è ricca d’acque che alimentano la rigogliosa vegetazione. Gli antichi la chiamavano Didyme, doppia, poiché dal mare appare come divisa in due da una valle. Panarea e Stromboli sono accomunate dalla natura vulcanica, ma diversa è stata la loro evoluzione. Panarea trae dal suolo la sua linfa vitale e ricca è la sua vegetazione di macchia mediterranea e olivi. Stromboli è un unico, grande cono vulcanico, appartato e affascinante, che a tratti illumina la notte. Piccole, rocciose, perse nel mare, Filicudi e Alicudi sono anch’esse di origine vulcanica e vennero abitate già nell’Età del Bronzo; vi prevale la macchia mediterranea, raramente interrotta da esili tracce di essenze arboree.

Himera, città greca
Himera, la più occidentale delle colonie greche sulla costa nord della Sicilia, fu fondata nel 648 a.C. da calcidesi di Zancle, l’odierna Messina. Teatro di scontri tra greci e cartaginesi, venne da questi distrutta nel 409 a.C. Gli scavi hanno finora riportato alla luce resti delle mura e parte dell’area sacra con tre piccoli santuari arcaici; l’edificio meglio conservato e più importante è il tempio dorico, o della Vittoria, costruito per celebrare la sconfitta dei cartaginesi nel 480 a.C. e dedicato ad Atena.

CONVENZIONE

CURE BAMBINI

Yes

PATOLOGIE SPECIFICA

    TRATTAMENTI

      COMUNE

      Terme Vigliatore

      PROVINCIA

      Messina

      INDIRIZZO

      Parco Augusto, Viale delle Terme, 85, Terme ME

      DPCM 24 ottobre restano aperte tutte le terme italiane luoghi sicuri e tutte dotate di presidio sanitario