Santa Cesarea Terme, situata quasi all’estremità della penisola salentina, si affaccia, tra scogliere selvagge, sul canale d’Otranto. Su un ripiano a picco sul mare, gode di un clima temperato, mite d’inverno e fresco d’estate. Lo sviluppo economico e urbanistico prese avvio agli inizi del ’900; ancora oggi si possono ammirare le ville della ricca borghesia salentina, dalle curiose strutture architettoniche nate dalla fusione tra l’influenza araba e il barocco leccese. Oltre che alla splendida posizione, il borgo deve la sua fortuna alle sorgenti solfuree, che hanno favorito la nascita e lo sviluppo di una florida attività termale. Sono da segnalare altri due luoghi di particolare fascino: in stupenda posizione sulla bianca scogliera, la grande piscina solfurea, che cattura l’acqua marina e la mescola con quella che scaturisce dalle sorgenti termo-minerali; il bagno degli Archi, dalle cui acque affiorano caratteristici monoliti di tufo che compongono un paesaggio assai suggestivo.
Le terme.
La leggenda cristiana narra che fu la vergine Cisaria, rifugiatasi in una grotta per sottrarsi alle voglie incestuose del padre, a rendere, con la sua purezza, salutari e pure le acque puzzolenti che in quella grotta sgorgavano spontanee. Le acque trovarono valorizzazione scientifica verso la fine dell’800; oggi vengono captate nell’immediato entroterra da dove emergono a circa 30 °C. Il più utilizzato di questi pozzi è quello denominato Palazzo. Le strutture dove l’acqua trova utilizzo terapeutico sono due: una denominata Gattulla, situata sull’omonima grotta a picco sul mare; la sua edificazione
iniziò ai primi del ‘900 ed è in continuo ammodernamento. Presso questa struttura si praticano fanghi, bagni, idromassaggi, cure inalatorie; qui è situato il centro per la diagnosi e la cura della sordità rinogena. L’altro centro termale è il Palazzo, collegato con l’omonima struttura alberghiera e dotata, oltre che di reparti di cure tradizionali, anche di un centro benessere denominato Linea Blu.

L’acqua.
Palazzo. 30 °C salso-bromo-iodica-solfureo-fluorata.
Le indicazioni terapeutiche.
Patologie della pelle, dell’apparato locomotore, respiratorio, ginecologiche.
Le cure termali.
Aerosol, docce nasali, inalazioni, nebulizzazioni, insufflazioni, irrigazioni nasali, politzer crenoterapico, bagni terapeutici, idromassaggi, fanghi.
Altri trattamenti.
Chinesiterapia, cosmesi, educazione alla salute, fitness, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.

IL TEMPO LIBERO
Otranto: la porta del Levante. Otranto, la greca Hydruntum, forse fondata dai Tarantini, poi municipio romano, tra l’XI e il XII secolo assistette all’intenso transito di crociati e mercanti veneziani, ebrei, dalmati e levantini.
A porre fine a un periodo di straordinario splendore fu la devastazione compiuta dai turchi, impadronitisi della città dopo un assedio durato quindici giorni, nel 1480, e in seguito l’affermarsi di Lecce, la potenza rivale. La parte più antica di Otranto, racchiusa nelle mura aragonesi, ha conservato intatto il suo fascino, sobriamente trasmesso dalle porte, dalle vie lastricate, dalle candide case. La cattedrale, fondata in età romanica, fu ricostruita dopo il passaggio dei turchi che l’avevano adibita a bivacco; conserva un mosaico composto di tessere di duro calcare, con una moltitudine di immagini che racchiudono tutto il sapere medievale: dal Physiologus al Romanzo di Alessandro Magno, alla Leggenda di re Artù.
Le grotte di Castro. Tra Santa Cesarea Terme e Castro vi è uno dei “musei” più singolari d’Italia, ospitato nel cuore della stessa roccia che caratterizza quel tratto di costa. Sono le grotte di Castro e, in particolare, le grotte Romanelli e Zinzulusa. La prima custodisce uno dei giacimenti preistorici più importanti d’Italia; fu frequentata dall’uomo già nel Paleolitico superiore e i graffiti che si notano alle pareti sono fra le prime manifestazioni artistiche dell’uomo. I fossili di animali (stambecchi, rinoceronti, elefanti, ippopotami) e i manufatti litici che vi sono stati rinvenuti sono ora conservati al Museo paleontologico di Maglie. La seconda grotta, di grande bellezza, trae il nome Zinzulusa dalle numerose stalattiti che, a quelli che la scoprirono, sembrarono simili a “zinzuli” (cenci) stesi ad asciugare. Suggestive concrezioni danno il nome alle diverse cavità che la costituiscono, mentre in un terso laghetto è sopravvissuto il Thyphlocaris salentina, bianco gamberetto ipogeo di antichissima origine.

CONVENZIONE

CURE BAMBINI

No

PATOLOGIE SPECIFICA

    TRATTAMENTI

      COMUNE

      Santa Cesarea Terme

      PROVINCIA

      Lecce

      INDIRIZZO

      Terme di Santa Cesarea, Via Roma, 40, 73020 Santa Cesarea Terme LE

      DPCM 24 ottobre restano aperte tutte le terme italiane luoghi sicuri e tutte dotate di presidio sanitario