Terme dei Papi – Viterbo (VT) Lazio

Terme dei Papi – Viterbo (VT) Lazio

La regione a ovest del Tevere, che costituiva il cuore della potenza etrusca, continuò a rivestire una grande importanza in epoca romana, fino alla tarda età imperiale quando divenne baluardo contro le invasioni barbariche. Fondamentale nodo di comunicazione, con la Cassia, lungo l’asse nord-sud della penisola, Viterbo, il capoluogo di questa regione, prosperò con i commerci ma subì anche immani devastazioni, fino alla seconda guerra mondiale. Nonostante ciò, la città si presenta integra, grazie anche alla cinta muraria merlata che ne ha difeso il nucleo più interno. Resti di terme ancora visibili risalgono all’età augustea, quando l’abitato conobbe un periodo di straordinario splendore e tre erano le aree termali: Aquae Passeris, Paliano e Bullicame, la più importante e famosa, citate anche da Dante nella Divina Commedia (Inferno XIV, 79-81). In epoca medievale Viterbo divenne centro di cura per molti pontefici e nel 1450 Niccolò V vi fece costruire uno splendido palazzo, primo nucleo delle Terme dei Papi, cui seguì, nel 1816, uno stabilimento termale, poi più volte rimodernato.

Le terme.
Le acque sfruttate dallo stabilimento Terme dei Papi provengono dalla storica sorgente Bullicame, mentre il fango proviene dal laghetto Bagnaccio, un cratere di origine vulcanica sul cui fondo sgorgano numerose sorgenti di acqua termale. Il complesso comprende, all’interno di un ampio parco, un edificio realizzato nel 1994 collegato a quello storico risalente al 1816. Nei moderni reparti di cura sono possibili trattamenti ad ampio raggio (inalazioni, fango-balneoterapia, bagni terapeutici, trattamenti ginecologici, trattamenti per vasculopatie periferiche) con vasche idromassaggio e una suggestiva grotta naturale, a cui si affiancano trattamenti fisioterapici, benessere e trattamenti estetici. La monumentale piscina termale, di oltre 2000 mq, è alimentata da acqua termale. Completa l’offerta un hotel interno al centro termale e una linea di presidi medici (spray nasale e lavanda intima) e prodotti cosmetici ai crenosomi termali, formula esclusiva della ricerca effettuata presso le Terme dei Papi per una veicolazione cutanea più efficace dei principi attivi dell’acqua minerale.

L’acqua.
Bullicame. 58 °C Solfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa-fluorata
Le indicazioni terapeutiche.
Patologie circolatorie, della pelle, dell’apparato locomotore, dell’apparato respiratorio, ginecologiche.
Le cure termali.
Inalazioni e aerosol, docce nasali, humage, insufflazioni e politzer crenoterapico, docce gengivali, bagni terapeutici, percorso vascolare carbogassoso, idromassaggi, piscina termale, fanghi termali, grotta naturale, irrigazioni vaginali.

Altri trattamenti.
Acquaticità, chinesiterapia e idrokinesiterapia, cosmesi, educazione alimentare, massaggi e trattamenti estetici, dermatologia, ginecologia&ostetricia, protocolli fisici e riabilitativi.

IL TEMPO LIBERO

Un gioiello del Rinascimento: Caprarola.
Il nome del borgo deriva probabilmente dagli allevamenti di capre che un tempo costituivano la principale attività economica della zona. Le origini risalgono al Medioevo, quando l’area faceva parte del patrimonio di S. Pietro; il suo sviluppo è legato alla costruzione, nel ’500, del palazzo Farnese e al riordinamento dell’abitato affidato al Vignola. Il palazzo, realizzato dal Vignola stesso e ultimato nel 1575, sorge sul luogo di una rocca eretta da Antonio da Sangallo il Giovane, domina la campagna e funge da centro dell’abitato. L’edificio, a pianta pentagonale, è circondato da un vasto parco con splendidi giardini a terrazze, impreziositi da fontane, statue e nicchie.

Un vulcano nella riserva: il lago di Vico.
Il Viterbese è terra vulcanica: colline e valloni dirupati documentano il tumultuoso lavorio dei crateri un tempo attivi. Di origine vulcanica è anche il lago di Vico, un tempo molto più esteso, ma progressivamente ritiratosi a causa dell’intenso sfruttamento delle acque iniziato già al tempo dei Farnese, tra il XVI e il XVIII secolo. La Riserva naturale del lago di Vico comprende due terzi del lago e circa 3240 ettari di boschi cedui e coltivi nel comune di Caprarola, di cui un terzo coperto da castagni e noccioli. La flora, incontaminata e ricchissima, annovera una quindicina di specie di orchidee.

Convenzione

Cure Bambini

Yes

Comune

Viterbo

PROVINCIA

Viterbo

Indirizzo

Strada Bagni, 12