Terme di Salsomaggiore (PR) Emilia Romagna

Terme di Salsomaggiore (PR) Emilia Romagna

Il nome Salsomaiore fu dato all’insediamento dai Romani, che qui costruirono le prime saline per sfruttare un’acqua minerale particolarmente ricca di cloruro di sodio. La produzione di sale si accrebbe in epoca carolingia (IX secolo) favorendo lo sviluppo economico della zona. Solo in epoca moderna fu avviato lo sfruttamento termale delle acque e il primo stabilimento risale al 1847. Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 la località assunse importanza nazionale e poi europea e visse un’intensa stagione architettonica che la trasformò profondamente, secondo uno schema tipico delle villes d’eau dell’epoca. Oggi la cittadina offre la sua piacevole atmosfera, venata di suggestioni liberty, déco ed eclettiche (gabbia del Pozzo Scotti, pensilina dell’ex Grand Hôtel des Thermes, Ter-me Berzieri, edificio delle Poste e stazione ferroviaria). Tra le attrattive locali il Parco regionale fluviale dello Stirone, ricco di reperti fossili ammirabili anche presso il Museo paleontologico, e il Giardino botanico delle erbe officinali Gavinell.
Le terme.
Dell’acqua di Salsomaggiore, già conosciuta e sfruttata nell’VIII secolo per la sua eccezionale densità salina, sperimentarono le proprietà terapeutiche intorno al 1840 i dottori Lorenzo Berzieri e Giovanni Valentini. Il primo stabilimento pubblico, inaugurato nel 1858, acquistò ben presto fama nazionale, attirando anche, tra il 1893 e il 1913, capitali imprenditoriali milanesi, premessa per un’epoca di grande sviluppo a livello internazionale tra il 1913 e il 1926. Le terme furono infatti realizzate nel decennio 1913-1923. Declinate in quattro tipologie, le acque termali sono di origine remotissima e uniche in Italia. La salsoiodica naturale, la salsoiodica deferrizzata, l’Acqua madre e l’acqua Madre decalcificata sono impiegate per numerose applicazioni, dalla balneoterapia curativa delle patologie artroreumatiche, circolatorie e ginecologiche alle cure inalatorie. Le Terme Zoja ospitano le cure tradizionali e la riabilitazione in acque termali, mentre nelle Terme Berzieri, gemma del liberty, un Centro benessere di oltre 4000 metri quadrati propone trattamenti, percorsi e prodotti a base di acque termali. Programmi rilassanti, tonificanti e anticellulite insieme a docce fili-formi, bagni turchi, saune aromatiche e massaggi accanto a oli essenziali e cromoterapia. Le Terme gestiscono anche due alberghi all’interno dei quali è possibile usufruire di cure termali: il Grand Hotel Porro e l’Hotel Valentini. Molta importanza ha l’attività riabilitativa, presso la Casa di Cura Villa Igea, clinica con degenza. Altro vanto delle Terme sono le due officine di produzione: quella farmaceutica e quella cosmetica. A partire dal 2010 il centro Berzieri vanta tre nuove piscine tematiche Mari d’Oriente, un’area acquatica in cui immergersi fra luci ed essenze per godere di tutti i benefici delle acque salsobromoiodiche in ambienti suggestivi e altamente emozionali. A Salso-maggiore è presente anche un’altra struttura alberghiero-termale: si tratta del Centro Termale “Il Baistrocchi”.
L’acqua.
Salso-bromo-iodica ipertonica.
Le indicazioni terapeutiche.
Patologie circolatorie, dell’apparato locomotore, respiratorio, ginecologiche.
Le cure termali.
Humage, inalazioni caldo umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari, bagni e docce terapeutici, idromassaggi, idropercorso, fanghi, irrigazioni gengivali, vaginali.
Altri trattamenti.
Chinesiterapia, fitness, massaggi, medicina estetica, riabilitazione.

IL TEMPO LIBERO
Velleia.
Formata da un agglomerato protostorico risalente forse all’Età del Ferro, poi fiorente municipio romano – capoluogo di un vasto comprensorio montano – Velleia è una delle più importanti zone archeologiche dell’Emilia-Romagna. Scoperta nel 1747 (notevole la tabula alimentaria traianea conservata nel Museo archeologico nazionale di Parma), è oggetto di continue campagne di scavo. Le rovine si distribuiscono su una serie di terrazzi, comprendendo le terme, il foro con l’adiacente basilica e i quartieri di abitazione in parte risalenti all’età giulio-claudia. L’Antiquarium presenta reperti e materiali trovati nell’area archeologica, corredati da un buon apparato didascalico.

Un tuffo nel Medioevo: Vigoleno, Castell’Arquato, Vigolo Marchese.
L’antico borgo di Vigoleno ha un’impronta marcatamente medievale; cinto da possenti mura, è do-minato dall’alta torre del castello del XII secolo. Castell’Arquato presenta un’ambientazione di grande effetto e una singolare configurazione urbanistica, accostando due nuclei: il borgo ai piedi della collina e il centro monumentale sulla sommità. Nell’affascinante piazza Alta del Municipio, si confrontano la parte absidale della Collegiata, il Palazzo pretorio e, protesa verso valle, l’imponente rocca, edifici tutti costruiti tra i secoli XII e XIV, periodo in cui il paese raggiunse il punto più alto del suo splendore. Vigolo Marchese si distingue per due rilevanti e imperdibili edifici monumentali, unici resti di un complesso monastico di fondazione obertenga: la chiesa di S. Giovanni (XI secolo), dalla facciata monocuspidata con lesene pronunciate, e il battistero, romanico a inconsueta pianta trilobata articolata da arcate in aggetto.

Convenzione

Cure Bambini

Yes

Comune

Salsomaggiore

PROVINCIA

Parma

Indirizzo

Via Roma 9